
(da leggersi “Ex and Why” – non “Ics e Ipsilon” come nello spot in radio)
Bellissimo questo terzo album dei Coldplay che va a seguire il favoloso “Parachutes” e “A Rush Of Blood To The Head” con cui si sono fatti conoscere in modo più massiccio.
Le sonorità sono sempre melodiose a quanlunque genere si ispirino: Rock, Alternative, anche Elettronico per certi versi ma sanno come ammaliare l’ascoltatore.
L’album parte forte con Square One che sulle prime note dà l’impressione di essere molto soft, ma l’assolo di chitarra smentisce immediatamente.
What If, la seconda traccia, è molto riflessiva e melodiosa con, nei primi minuti, uno spettacolare pianoforte a supporto della voce di Chris Martin, mentre White Shadows riporta al suono accattivante di “A Rush Of Blood…” che poi è il marchio di fabbrica dei Coldplay.
Fix You, secondo singolo estratto dall’album, accompagna l’ascoltatore armoniosamente fino a metà traccia, quando la chitarra acustica e piano lasciano il posto alla chitarra elettrica, che dà sfoggio di un grande assolo, e alla batteria, per un finale di canzone strepitoso con il coro di tutta la band che canta.
Talk, terzo singolo estratto e in radio da qualche settimana, è la traccia più elettronica dell’album e si ispira a “Computer Love” dei Kraftwerk sulla base della quale la band ha costruito delle sonorità intense, quasi robotiche, donandole una grande particolarità.
X&Y, che dà il nome all’album, è a mio parere anche la più bella: i vocalizzi di Chris Martin trasportano come in fondo al mare, dove trovare qualcosa che non c’è più, e l’accompagnamento rende davvero giustizia in quanto i violini e le viole sono fantasticamente adatti e melodiosi.
Speed of Sound, primo singolo che ha fatto conoscere l’album, riporta sulla terraferma e decanta la bellezza e poliedricità della musica, del rumore e del suono, e la forza degli strumenti ne è guida, accellerando i battiti del cuore scanditi nella canzone. A Message è la canzone d’amore dell’album o meglio, come si evince dal testo, la canzone è amore… “My song is love…”. Low invece è un’invocazione a vivere la vita e a coglierne gli aspetti migliori, guardando il mondo non iin bianco e nero ma dipinto…senza sentirsi Low, bassi… The Hardest Part è un’altra delle mie preferite, porta allegria grazie al ritmo scandito e vivace, e parla di quanto sia difficile lasciar perdere qualcosa, quando si vuole raggiungere uno scopo, un’obiettivo, prendervi parte con tutto se stesso.
Swallowed In The Sea e Twisted Logic sono invece più soft e rilassano l’ascoltatore fino alla fine dell’album…che si conclude con Til Kingdom Come, una ballata folk suonata con la chitarra acustica e scritta da Johnny Cash.
Spero abbiate la possibilità di ascoltare l’album con lo stesso mio entusiasmo e di confrontare magari i miei pareri con le canzoni…
Sò mea me….
Ok, Billo, appena lo COMPRI me lo passi …
edit by Billo: